A lungo avvolto dal mistero della Storia, il nobile Palazzo Boncompagni si erge ora come sede di rilevanza per eventi privati e culturali di assoluto prestigio. Grazie all'ardente impegno della famiglia Pizzighini Benelli, è in corso un'intensa fase di studio che, giorno dopo giorno, rivela nuovi aspetti e curiosità, arricchendo il racconto di Bologna e della sua gloriosa epopea.
Fu proprio all'interno di questo palazzo che visse e si formò Papa Gregorio XIII, noto in precedenza come Cardinale Ugo Boncompagni, il quale dimorò qui fino alla sua elezione al soglio pontificio, avvenuta il 13 maggio 1572, seguita dall'incoronazione il 25 maggio dello stesso anno.
Eretto per volere di Cristoforo Boncompagni, padre di Ugo, poco dopo che la città di Bologna era transitata dal dominio della famiglia Bentivoglio allo Stato della Chiesa, del quale era la seconda città più importante: dopo Roma, naturalmente.
Una lapide, ancor oggi visibile, testimonia che i lavori di costruzione del palazzo giunsero a compimento nel 1548 e, sebbene il nucleo originario di Palazzo Boncompagni sia attribuito all'architetto senese Baldassarre Tommaso Peruzzi (1481-1536), molti studiosi concordano sul fatto che il completamento e l'ornamento, sia interni che esterni, siano da attribuire a Jacopo Barozzi, noto come il Vignola (1507-1573).
Una delle tracce più distintive del grande architetto rinascimentale è la maestosa scala elicoidale, fulcro del palazzo. Vignola, figura di spicco del Manierismo, è rinomato per la creazione di edifici di straordinaria eleganza e per aver delineato con precisione il concetto di ordine architettonico nella sua celebre "Regola delli Cinque Ordini d’Architettura", uno dei trattati architettonici più influenti e diffusi di tutti i tempi. Sulla maestosa facciata decorata di via del Monte, risalente al 1545, campeggia l'insegna papale di Gregorio XIII, Ugo Boncompagni, accompagnata da un drago alato e privo di coda, un simbolo che non mancò di suscitare stupore e numerose critiche tra i suoi più accesi oppositori. A testimonianza del profondo amore e dell'inalterabile legame con la sua città natale, nel 1575, durante l'anno giubilare, Papa Gregorio XIII Boncompagni commissionò un affresco raffigurante la mappa di Bologna.
Quest'opera fu destinata a essere realizzata nel cuore dei Palazzi Apostolici, tra gli appartamenti privati del Papa e gli uffici della Segreteria di Stato, nello spazio noto come Sala Bologna. Tra tutti gli edifici, l'unico non di natura religiosa ad apparire con un tetto dorato era proprio Palazzo Boncompagni. Sede privilegiata in cui allestire mostre ed eventi privati, il Palazzo dispiega la sua anima prestigiosa non appena vi si accede: dopo aver varcato il grande portale di ingresso si entra nella Sala di rappresentanza volta ad impressionare i visitatori di ogni epoca, allora come oggi: la Sala del Papa, dove il Pontefice riceveva il pubblico. Ampia e maestosa, con la sua eccezionale acustica, uno splendido camino in pietra e con affreschi di Pellegrino Tibaldi che coprono la volta e la parte alta delle pareti, è una sorta di palcoscenico cinquecentesco in cui mettere in scena il giorno più speciale della propria vita, affascinando ospiti ed amici.
All’esterno si trova il bellissimo loggiato dalle arcate sorrette da due colonne con fusto decorato in rilievo con motivi a fogliame. La parte superiore della Loggia, al piano nobile, venne chiusa nel ‘700 all’epoca in cui il Palazzo passò di proprietà alla famiglia Pallavicini, quando numerosi interventi portarono ammodernamenti ma anche la perdita di opere come il fregio con le storie di Gregorio XIII ricordato dai cronisti dell’epoca. Nella corte prospiciente il Loggiato è possibile ammirare un magnifico albero di Magnolia, fra i più belli oggi presenti in tutta la città di Bologna.
Lo staff di Palazzo Boncompagni supervisiona con cura, dedizione e professionalità ogni dettaglio dell'evento e, su richiesta, offre le migliori soluzioni per l'intrattenimento, dalla musica alle composizioni floreali, per creare un’atmosfera esclusiva e un evento indimenticabile.